I corsi di speleologia
La Scuola di Speleologia "Cesare Prez" organizza regolarmente 2 corsi di speleologia:
- corso di introduzione alla speleologia rivolto ad allievi di età superiore ai 15 anni
- corso di avvicinamento alla speleologia rivolto a ragazzi con un'eta di 8-15 anni
Materiali e loro impiego
L'esplorazione delle grotte e delle caverne è un'attività che l'uomo ha cominciato a praticare già nella preistoria, anche se l'interesse per la raccolta di dati scientifici risale appena al XVII secolo, quando i primi naturalisti cominciano a scrivere qualcosa su questo mondo misterioso. Bisognerà comunque aspettare la seconda metà del XIX secolo affinchè gli esploratori pongano delle solide basi per la raccolta sistematica di notizie e descrizioni. Questi primi "speleologi moderni" scendevano muniti di scalette e di corda di sicura, illuminati da candele che con il vento si spegnevano facilmente.
Per fortuna con il passare degli anni attrezzature e tecniche di discesa sono notevolmente migliorate. Invece delle scale si usa la corda, l'imbragatura è molto più confortevole, i materiali che si usano per la progressione sono molto più leggeri da trasportare, pur essendo più sicuri. Ed è grazie a queste nuove tecniche di discesa che sono stati fatti notevoli progressi nelle esplorazioni. L'uso della corda permette infatti, oltre alla notevole riduzione di peso ed ingombro, una maggiore mobilità in pozzi stretti o di difficile accesso e facilita la risalita delle grandi verticali.
Lo speleologo di oggi, per non incorrere in incidenti indesiderabili, deve però conoscere impieghi e caratteristiche dei materiali a cui affida la sua sicurezza durante la discesa nei pozzi. Non basta infatti l'attrezzatura personale completa ed in buono stato, ma sono necessari corde, moschettoni e piastrine sempre revisionati.
La corda e il suo uso
Le corde che oggi usiamo sono di nylon ed hanno un diametro che varia, a seconda dell'implego, tra i 12 mm e gli 8 mm. Queste corde sono statiche e super-statiche ed hanno una calza esterna di protezione, fittamente intrecciata, che copre una struttura interna fatta da trefoli intrecciati, il cui numero dipende dallo spessore della corda. La calza esterna ha il compito di tenere assieme i trefoli e allo stesso tempo proteggerli dall'abrasione.
I carichi di rottura che possono sopportare tali corde variano dal 1500 Kg ai 2500 Kg, largamente sufficienti a sorreggere il carico fisso statico dovuto ad una persona appesa; va però ricordato che sulle corde insistono carichi dinamici o "choc" dovuti a cadute anche piccole. Non va trascurato il fatto che le cadute da un metro di altezza sono più dannose di quelle da una decina di metri, perché maggiore è la lunghezza più la corda è in grado di dissipare l'energia prodotta ed assorbire la caduta.
Le corde statiche usate in speleologia non sono assolutamente adatte all'arrampicata nè in grotta nè fuori; per l'arrampicata devono essere utilizzate le corde dinamiche, solitamente molto colorate, che invece sono in grado di assorbire la caduta anche da decine di metri. In caduta libera la corda dinamica rallenta e poi arresta la caduta assorbendo parte dell'energia, mentre quella statica frena di colpo.
Oltre ad utilizzare le corde lo speleologo deve anche sapere come mantenerle in vita il più a lungo possibile. Un notevole contributo alla sopravvivenza deriva dalla costante pulitura delle stesse dopo ogni uscita in grotte fangose o comunque molto sporche. Le corde devono essere liberate dal fango con una spazzola e dell'acqua, mai usare detersivi! Vanno poi lasciate asciugare in luoghi ben arieggiati ed ombrosi, mai al sole o su fonti di calore (stufe, termosifoni od altri).
Attrezzatura personale
L'attrezzatura personale deve essere adatta al tipo di attività da svolgere, in modo da evitare di ritrovarsi con materiale in più o peggio ancora con materiale in meno. L'abbigliamento è variabile in relazione alle condizioni ambientali delle cavità da esplorare; bisogna infatti tenere conto di temperatura, umidità ed eventuale presenza d'acqua. Una buona attrezzatura personale deve essere prima di tutto pratica e robusta; è composta da casco, impianto illuminante, tuta in nylon o cordura, sottotuta in pìle leggero o pesante, calze di lana, stivali in gomma, imbragatura, moschettoni, attrezzatura per la discesa e per la risalita.
Casco e lampada a carburo
Il casco rappresenta uno degli elementi più importanti. La sua funzione infatti è quella di proteggere la testa dagli inevitabili colpi e dalla caduta di pietre. Proprio per questi motivi deve essere comodo da portare ma anche leggero. Il casco inoltre fa da supporto all'impianto di illuminazione che è formato da un impianto ad acetilene e da un impianto elettrico; l'impianto elettrico viene alimentato da una batteria da 4,5 V, mentre quello ad acetilene viene alimentato dalla lampada a carburo. La lampada è composta da due pezzi, uno superiore in cui si mette l'acqua e uno inferiore in cui si introduce il carburo, un sale di calcio. Le due parti della lampada sono sovrapposte e comunicanti attraverso un piccolo tubetto dal quale l'acqua passa nella parte inferiore. Il carburo bagnato dall'acqua provoca una reazione chimica che genera l'acetìlene, un gas combustibile che attraverso un tubo in gomma viene portato all'impianto del caschetto, dove viene bruciato fornendo una luce potente e duratura.
Tuta
La tuta serve a proteggere il corpo dal fango, dal freddo e dagli spuntoni; per questo motivo è composta da un unico pezzo in materiale antistrappo. Per essere pratica deve essere comoda da indossare, in modo da permettere qualsiasi movimento, deve essere rinforzata su gomiti e ginocchia per evitare un'usura troppo rapida, deve avere delle tasche interne e una chiusura anteriore in velcro che non si blocca con il fango.
Sottotuta
Di solito è in microfibra o pile, e serve per eliminare il sudore dal corpo ed evitare il raffreddamento del corpo.
Stivali in gomma
Gli stivali in gomma, altrimenti conosciuti come trombini, devono essere abbastanza alti, con la suola sagomata, non liscia. Per arrampicate impegnative è consigliato l'uso degli scarponi da montagna, anche se questi in genere non tengono l'acqua e si rovinano molto presto in grotta.
Imbragatura
L'imbragatura serve a sostenere il nostro corpo durante la discesa e la risalita dei pozzi; su di esso vanno agganciati sul maillon rapide gli strumenti che permettono la discesa e la risalita, la lampada a carburo, il sacchetto personale, la longe e quant'altro necessario (sacco con la corda, attrezzatura per il rilievo).
Maillon rapide
Come già visto sopra questo moschettone, che può avere due forme, ovale o a delta, chiude l'ímbragatura e permette di agganciare l'attrezzatura per la progressione in corda. Il moschettone è fatto di acciaio o di alluminio.
Moschettone
Il moschettone è fatto in acciaio o in lega leggera; serve a congiungere due corde, una longe all'armo oppure anche a costruire un armo. Può essere dotato o meno di ghiera, che non ne permette l'apertura accidentale.
Longe
La longe, di cordino o di fettuccia, è attaccata al maillon ventrale. La lunghezza deve essere tale da permettere di assicurarsi all'armo, sia in salita che in discesa senza fare fatica. Qualcuno preferisce usarne due, una lunga per la salita e una corta per la discesa.
Attrezzatura per la discesa
L'attrezzatura è costituita da un discensore e da un moschettone in ferro che fa da freno.Il discensore è un mezzo meccanico che sfrutta l'attrito della corda, che viene fatta passare ad "S" sulle pulegge fisse. La capacità di frenata è proporzionale alla tensione della corda al di sotto del discensore, più la corda è tesa più lenta è la discesa.
Attrezzatura per la risalita
L'attrezzatura per la risalita è costituita da due bloccanti, uno ventrale, detto croll e fissato sul maillon rapide, uno mobile, detto maniglia, cui è collegata una staffa pedale ed una longe di sicurezza collegata sempre al maillon rapide. I due bloccanti impediscono lo scorrimento della corda quando sono gravati da un peso, ma si spostano verso l'alto se vengono sgravati.
La staffa invece è fatta da un cordino statico e deve avere una lunghezza tale da portare i due bloccanti alla stessa altezza quando lo speleologo ha i piedi dentro la staffa e le gambe tese.

